Vietato arrendersi: sabato si va a Pozzuoli

Trasferta durissima per l'Elisa: il Rione Terra è già on fire

Se la prima è stata dura, la seconda sarà forse pure peggio.
Sabato sera si va a Pozzuoli in casa di quel Rione Terra che da ormai due anni non nasconde grandi ambizioni, quelle scritte con la A maiuscola.

I gialloblu di patron Coratella hanno cambiato parecchio durante il mercato estivo, salutando mister Cirillo e accogliendo uno che di promozione in serie A è fresco fresco, tanto fresco quanto esperto vista la trentennale carriera spesa sui campi: Michele Romano.

Da Marigliano, insieme al neo tecnico, sono arrivati quattro dei sette condottieri protagonisti della scalata verso la gloria e quest’anno tenteranno il bis sotto le pendici della Solfatara.
La prima piccola dimostrazione delle intenzioni della formazione puteolana è arrivata sabato scorso in trasferta ad Ischia, dove hanno schiantato gli isolani per 3-0 fornendo una prova di forza, organizzazione e coesione difficile da trovare in una partita d’esordio.

Insomma, una seconda giornata bella tosta per i giovani dell’Elisa, da affrontare col piglio di inizio gara contro la SACS e non come l’ultima parte del match.

Che aria tira in casa Elisa

Accantonata la prima gara si è tornati in palestra per preparare al meglio i prossimi impegni, sia tecnicamente che mentalmente.
Quando si è giovani, e fondamentalmente inesperti per la categoria e al cospetto di alcuni giocatori, c’è il rischio che il buono profuso si disperda in una nuvola appena si abbassano le ali dell’entusiasmo.

E’ successo proprio questo sul 19-18 a favore nel primo set: basta una scelta sbagliata, una murata o una palla fuori di qualche centimetro che le certezze iniziano a sgretolarsi dimenticandosi di essere un collettivo. Ognuno gioca per se, dimenticando una regola fondamentale: la pallavolo è differente, e non si può giocare con catenaccio e contropiede e magari vinci al 90′.
Nel nostro sport le situazioni sono tantissime, seppur cicliche, che se solo un ingranaggio si inceppa, tutta la macchina si ingolfa.

Il secondo set è lo specchio della crudeltà pallavolistica: –  10 punti fa mi riusciva tutto e adesso non so come passare -, svela Fabio Anatrella a fine gara.
Nel contempo cala l’intesa Mueck – resto della squadra, che fino a quel momento era stata migliore anche degli allenamenti, e punto dopo punto gli avversari prendono le misure.
La fase break point della SACS è da manuale e la depressione sportiva in cui getta i pomiglianesi è tale da rendere i pochi sprazzi di gioia dei ragazzi di Libraro utili come il due a Briscola.
E la partita scivola via, inesorabile verso lo 0-3.

Ogni gara racconta una storia, ed ogni sconfitta ha un valore diverso proporzionato alla voglia di non mollare mai.
E’ uno sport meraviglioso perchè ad ogni partita se non dai il massimo non puoi vincere.

Sabato, un 40 enne (Mario Canzanella) che ha addirittura una pagina su Wikipedia è andato a fare un recupero nel muro pur di non far cadere un pallone apparentemente inutile… ed ai più giovani quel gesto deve valere più di mille insegnamenti.

Tutti i momenti della partita sono importanti, ogni pallone toccato va sudato e onorato, anche solo per il piacere di giocare questo sport incredibile.

Per noi che non abbiamo mai giocato partite del genere, ammirare degli avversari così bravi è motivo d’orgoglio, e anche se le perdessi tutte ne rigiocherei mille di gare così.

Le parole di Fabio Anatrella dicono tutto: questa è la pallavolo.